Villaggio EkoMeta Srebreniča
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In attesa si avere un BincioCultura, metto qui alcuni messaggi molto interessanti circolati nel gruppo.
Con forza e coraggio qualcun@ potrebbe farne un articolo più avvincente.
Pietro: Ciao ragazzi, un piccolo momento promozionale per Irvin, ragazzo bosniaco arrivato in Italia (Val Camonica) da bimbo nel 93 e rientrato in Bosnia per creare un piccolo villaggio vicino a Srebrenica, sua città natale. Ci ha ospitati, ci ha sfamati, ci ha portati a camminare, ma soprattutto se ne va per strade sterrate con una cube con delle ruotine fini fini (con cui va una volta all’anno in Belgio a trovare la compagna). Insomma che sia il Binciorad202x o un giro con la propria famiglia, ve lo consiglio proprio. https://srebrenicadream.com/ekometa-village/ https://www.balcanicaucaso.org/cp_article/srebrenica-la-pace-delloasi-ekometa/
Che ha generato una interessante condivisione di libri e podcast, copiaincollata qui.
Federico: Grazie! Dopo aver ascoltato “Enclave” la Bosnia è salita molto in nalto nella mia lista
Pietro: Consiglio anche i libri di Elvira Mujcic, che ho scoperto ieri essere sorella di Irvin (mezz’ora dopo aver detto che il suo ultimo libro mi è piaciuto un po’ meno degli altri 😂)
Riccardo: Se siete appassionati di Bosnia e quel disastro che fu, Vi consiglio “maschere per un massacro” di Rumiz, un po’ pesantino (naturale visto il tema trattato) ma completo
Giulia: Rilancio con una visione - che un po’ come Rumiz non è semplicissima da mandare giù - «Quo vadis, Aida?»
Siebenschäfer: (più indietro, anche “il ponte sulla drina”)
Cauz: Avete menzionato due capolavori. Sul tema è consigliatissimo anche “le guerre Jugoslave” di pirijevec, che è un saggio storico ma si legge di slancio (e aiuta molto bene a capire come l’europa e l’onu siano stati attori tutt’altro che marginali nel massacro bosniaco)
Stefano: sull’argomento e nella lista di pietre miliari aggiungo la guerra in casa, del compianto Luca Rastello.
Cauz: Molto bello, anche se volendo leggere Rastello vado fuori tema e direi a chiunque di leggere “I buoni”, libro oltre il fondamentale